Conosciamo Santa Lucia

Siracusa – Il seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio

La vita, i luoghi e le feste di Santa Lucia a Siracusa

Santa Lucia è la patrona di Siracusa e viene festeggiata il 13 dicembre.

Il martirio di Lucia è narrato in ben sedici versioni che vengono ulteriormente e ancora oggi arricchite da una tradizione popolare che aggiunge leggende su leggende, di volta in volta adattate alle diverse circostanze storiche.

La tradizione popolare racconta che Lucia fosse una giovane siracusana, di nobili origini, vissuta nel benessere grazie al cospicuo patrimonio ereditato alla morte del padre e amministrato dalla madre Eutichia. Quest’ultima era gravemente malata, soffriva cioè di perdite di sangue da oltre quarant’anni, e sebbene avesse consultato diversi medici, non era riuscita a guarire.

Il Codice Papadopulo

Il Codice Papadopulo è ritenuto il più antico documento in lingua greca a noi giunto su Lucia. Esso racconta che Lucia dopo aver ascoltato l’episodio evangelico dell’emorroissa, la quale era stata guarita dallo stesso male di cui soffriva sua madre, le suggerì di andare a visitare il sepolcro di Agata. Se Eutichia avesse avuto per Agata la stessa fede che l’emorroissa aveva avuto in Gesù allora sarebbe certamente guarita. Le due donne si recarono così a Catania, distante da Siracusa appena settanta chilometri, per chiedere il miracolo ai piedi del sepolcro della martire catanese Agata.

Mentre stavano pregando, racconta il Codice Papadopulo, Lucia entrò in estasi e vide Agata la quale le disse: “Lucia, sorella mia e vergine nel Signore, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? La tua fede è stata di grande giovamento a tua madre, essa è già guarita. E come per me è ricolma di grazie la città di Catania, così per te sarà preservata la città di Siracusa”. Al suo risveglio Eutichia era guarita.

Da questo episodio nacque il totale cambiamento di vita di Lucia. Ella infatti chiese alla madre di darle la sua dote affinché potesse donarla interamente a chi ne avesse avuto bisogno ovvero le vedove, gli orfani, i pellegrini e tutti i cristiani. Lucia chiese inoltre di poter diventare la sposa di Cristo, ritrattando così gli accordi presi precedentemente dalla madre, che l’aveva già promessa in sposa. Entrambe le richieste vennero assecondate da Eutichia in virtù della grazia ricevuta.

Ortigia – Edicoletta Votiva di Santa Lucia

Il martirio di Santa Lucia

Il desiderio di rimanere nubile fu la causa del martirio e della morte di Lucia poiché il giovane pretendente, vedendosi rifiutato, la denunciò al pretore Pascasio.[1]

Pascasio cercò di convincere Lucia ad abbandonare la sua fede dapprima con le parole e poi attraverso crudeli torture. Queste ultime furono davvero numerose ma quelle più note, e peraltro andate a vuoto, furono fondamentalmente tre. Nella prima Pascasio, volendo colpire la verginità della giovane, provò ad esporla alla violenza maschile cosicché morisse nel disonore. Tuttavia quando si tentò di trascinarla nel luogo destinato alla violenza, lo Spirito Santo la fece diventare talmente pesante che nemmeno legata ad un carro di buoi fu possibile smuoverla. La tradizione popolare suole dire che “Lucia divenne pesante come una colonna di marmo”. Nella seconda tortura Lucia fu posta al rogo ma anche in questo caso lo Spirito Santo preservò il suo corpo.

Palazzolo Acreide – Casa Museo Antonino Uccello. Dipinto di Santa Lucia

Sulla terza tortura la tradizione si sdoppia. Da una parte si racconta infatti che fu Pascasio a fare cavare gli occhi a Lucia, pare la sua parte del corpo più bella, d’altra racconta invece che fu Lucia stessa a strapparseli per donarli al fidanzato per compensarlo del diniego. In entrambi i casi lo Spirito Santo gliene donò altri due ancora più belli di quelli che aveva perso.

La catacomba di Santa Lucia a Piazza Santa Lucia

A quel punto Pascasio ordinò che Lucia fosse decapitata. Nello stesso luogo in cui venne uccisa, il Codice Papadopulo e la tradizione popolare affermano che sorse un edificio di culto, nel quale i fedeli onoravano il suo corpo ottenendo numerose grazie. Il corpo di Santa Lucia è stato effettivamente sepolto all’interno della catacomba che dalla santa prende il nome cioè la cosiddetta catacomba di Santa Lucia.

Siracusa – Sepolcro di Santa Lucia

Il corpo venne nascosto durante la dominazione araba di Siracusa, iniziata nell’878, e conservato fino al 1039.  In quell’anno infatti il generale bizantino Maniace, durante il tentativo di riconquista della Sicilia e prima della sua ritirata, rubò il corpo della santa siracusana per donarlo all’imperatrice Teodora che risiedeva a Costantinopoli. Da qui i veneziani nel 1204, durante la crisi dell’impero romano d’Oriente e durante la quarta crociata, trafugarono il corpo di Santa Lucia portandolo nella loro città. Oggi il corpo di Santa Lucia si trova nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia.

Le feste di Santa Lucia a Siracusa

Santa Lucia viene festeggiata a Siracusa due volte l’anno: il 13 dicembre e la prima domenica di maggio.

La Festa del 13 dicembre

La festa principale è quella del 13 dicembre perché coincide con il suo “dies natalis”. La festa è preceduta da una tredicina di preghiera nella cattedrale di Siracusa, all’interno della quale in una cappella apposita, viene custodito il simulacro argenteo della Santa.

Siracusa – Piazza Duomo. La Festa del 13 Dicembre

Il 13 dicembre alle tre del pomeriggio la statua di Santa Lucia viene portata fuori dalla cattedrale e in processione per la città da quarantotto uomini.

Uno dei momenti più suggestivi della suddetta processione è il momento in cui la statua di Santa Lucia incontra il quadretto di gesso della Madonnina al Santuario della Madonna delle lacrime. Santa Luciuzza, come la chiamano affettuosamente i suoi concittadini, e la Madonnina delle lacrime occupano un posto speciale nel cuore dei siracusani e pertanto il momento del loro incontro è tutti gli anni particolarmente commovente ed è fortemente atteso dall’intera comunità dei fedeli siracusani. A tarda serata finalmente il simulacro della santa arriva alla chiesa di Santa Lucia fuori le mura altrimenti detta chiesa di Santa Lucia al sepolcro.

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Siracusa – Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro

Lì rimane esposta otto giorni, l’ottavo giorno, che è chiamato “l’ottava”, Santa Lucia ritorna in cattedrale all’interno della cappella ad essa intitolata. Il momento in cui Santa Lucia viene chiusa nella sua edicoletta è  molto commovente perché i siracusani sanno che rivedranno la santa soltanto cinque mesi più in là. Durante le due processioni sovente si assiste all’offerta dei bambini alla protezione di Lucia. Cioè il bambino, normalmente un neonato, viene sollevato dai portatori verso l’effige nei momenti di sosta.

Il simulacro è pesantissimo, il che impone frequenti fermate affinché i portatori possano riposare le loro spalle e riprendere fiato. Al grido “sarausana iè” (siracusana è) i portatori e i fedeli tutti rispondono “Evviva Santa Lucia” e la processione riprende.

Siracusa – il Simulacro di Santa Lucia

La Festa di Santa Lucia alle Quaglie

La festa della prima domenica di maggio ricorda invece un voto fatto dal senato siracusano nel 1646 in segno di gratitudine alla patrona per aver liberato la città dalla carestia che l’affliggeva. Pare che il 13 maggio di quell’anno tutta la comunità fosse raccolta in preghiera all’interno della cattedrale. Il simulacro argenteo della Santa e le sue reliquie erano esposte e il vescovo stava celebrando la messa. All’improvviso, come racconta il canonico della cattedrale, Antonino de Michele che fu testimone dei fatti, una colomba entrò in cattedrale e si poggiò sul seggio vescovile.

A quel punto si sparse la voce che nel porto era attraccata una nave carica di grano e di legumi. La carestia era dunque finita grazie all’intercessione di Santa Lucia! La festa della prima domenica di maggio si svolge dunque secondo il criterio stabilito nel 1646. Il simulacro della santa, intorno a mezzogiorno, viene portato in processione dalla cattedrale alla vicinissima chiesa di Santa Lucia alla badia, in cui resta esposta per otto giorni. All’ottava la Santa patrona viene riportata in cattedrale e definitivamente chiusa a chiave nella sua edicoletta fino al successivo 13 dicembre. La festa è conosciuta come la festa di Santa Lucia alle quaglie perché dalla balconata del muro che circonda il giardino dell’arcivescovado vengono lanciati colombi e quaglie nel momento esatto in cui Lucia esce dalla cattedrale.

Ortigia – Piazza Duomo

La chiesa di Santa Lucia alla Badia

La chiesa di Santa Lucia alla badia, che è legata alla suddetta festa, attualmente custodisce anche un quadro originale del noto pittore Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Egli fu a Siracusa nel 1608 e proprio in quell’anno il senato siracusano gli commissionò la tela intitolata Il seppellimento di Santa Lucia. La tela era stata pensata per essere posta dietro l’altare maggiore della chiesa di Santa Lucia al sepolcro. Solo in anni recenti essa è stata spostata all’interno della chiesa di Santa Lucia alla badia.

Santa Lucia è venerata a Siracusa e in tantissime altre città, alcune di esse sono nel settentrione d’Italia, dove la santa porta i doni ai bimbi proprio il 13 dicembre. Santa Lucia è anche particolarmente cara alla Svezia.

Siracusa – GuidainSicily

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[1] La Sicilia divenne provincia senatoria dell’impero romano durante la seconda metà del III sec. a.C. e posta sotto il governo di un pretore, che normalmente risiedeva a Siracusa.

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